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Alla scoperta della Value Bet

E' una teoria (possiamo chiamarla così) che ha preso piede negli ultimi 5-6 anni

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La Value Bet è una teoria (possiamo chiamarla così) che ha preso piede negli ultimi 5-6 anni. Si prefigge di essere uno strumento per massimizzare le occasioni di vincita, basandosi sul confronto tra il valore reale di una quota e la quota offerta dal banco.

Molto semplicemente, ma in maniera piuttosto riduttiva, dove la quota del banco supera la quota legata all’effettiva probabilità di vittoria dell’evento scelto, lì si presenta una Value Bet. Sembra banale come ragionamento, ma se lo vincoliamo ad alcune condizioni, vediamo che può anche avere una sua ragion d’essere.

Dobbiamo innanzitutto considerare competizioni dove i risultati possono essere in numero limitato, e quindi il caso delle partite di calcio va benissimo. In questo insieme prendiamo in considerazione solo le partite in cui la squadra che gioca in casa ha una quota inferiore a 2. Scegliamo cioè gli eventi favoriti, ovvero quelli che hanno naturalmente più possibilità di verificarsi. Per ognuno di questi eventi calcoliamo, soggettivamente, la probabilità di successo e troviamo la quota relativa; confrontiamo la nostra quota con quella del banco e calcoliamo la differenza in percentuale. Se la differenza sarà positiva, ci troveremo di fronte ad una Value Bet.

Dobbiamo quindi catapultarci a giocare? Direi di no! Ci sono altre condizioni che, secondo alcune teorie, vanno soddisfatte. Per esempio se la quota proposta dal banco è superiore di più del 20% alla quota reale, ci troviamo di fronte ad una variazione anomala e quindi dovremo scartarlo dalle nostre scelte. Se la variazione si mantiene intorno al 10%, possiamo considerarla una variazione statistica o dovuta a manovre di copertura da parte del banco, e quindi può essere presa in considerazione come Value Bet reale. A queste condizioni, insieme ad una buona capacità previsionale e a strumenti computazionali per calcolare le probabilità sulla base di serie storiche, si può considerare la Value Bet come uno strumento abbastanza valido per aumentare la redditività delle scommesse. Anche in considerazione del fatto che il giocatore può investire meno denaro del previsto per ottenere il risultato prefissato.

Purtroppo, però, la Value Bet si basa su un presupposto abbastanza inverosimile: ovvero che il banco sbagli le quote che ci propone. Certo, nel mare magnum delle competizioni calcistiche, qualche errore si potrà pur trovare, ma mediamente il banco è composto da professionisti (molti) specializzati nei campi di pertinenza e quindi la probabilità di errore è molto bassa.

OPTA | 11-09-2020 05:50

Alla scoperta della Value Bet Fonte: Getty Images

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